Il VLOS e ciò che lo rompe
Il volo entro la distanza di visibilità è la condizione che regge tutta la categoria «aperta»: è ciò che sostituisce il radar, il controllo del traffico aereo e l'anticollisione. Due parole della sua definizione fanno quasi tutto il lavoro all'esame: costante, e senza strumenti.
Da ricordare
- L'articolo 2, punto 7), definisce l'operazione entro la distanza di visibilità come quella in cui il pilota remoto è in grado di mantenere un contatto visivo costante e senza l'aiuto di strumenti con l'aeromobile senza equipaggio, il che gli consente di controllarne la traiettoria rispetto ad altri aeromobili, a persone e a ostacoli, al fine di evitare collisioni.
- L'articolo 4, par. 1, lettera d), ne fa un requisito di ogni momento della categoria «aperta», con due riserve che esso stesso nomina: la modalità follow-me e l'impiego di un osservatore dell'aeromobile senza equipaggio. Fuori da questi due casi, perdere il VLOS significa uscire dalla categoria.
- La finalità conta quanto il contatto: scorgere un punto nel cielo non basta se non si è più in grado di giudicarne la posizione rispetto agli ostacoli e agli altri aeromobili.
- Il ritorno video e il binocolo non ristabiliscono il VLOS: lo sostituiscono con altro, cosa che il testo non ammette.
- Nessuna distanza numerica esiste: l'AMC1 UAS.OPEN.060(2)(b) spiega che dipende dalle dimensioni dell'aeromobile e dalle caratteristiche dell'ambiente, tra cui la visibilità e la presenza di ostacoli elevati. I 500 metri che circolano non sono un limite di VLOS.
- L'osservatore dell'aeromobile senza equipaggio è posto a fianco del pilota remoto e osserva senza strumenti (art. 2, punto 24)). Il GM1 UAS.OPEN.060(4) lo dice senza giri di parole: il suo ruolo non è estendere la portata del volo. Il punto UAS.OPEN.060(4) esige tra loro una comunicazione chiara ed efficace.
- Nel volo in immersione, il pilota remoto resta responsabile della sicurezza del volo: l'osservatore assiste, non si sostituisce.
- La prima delle due flessibilità, la modalità follow-me, vale solo nella sottocategoria A1: l'aeromobile resta allora fino a una distanza di 50 metri dal pilota remoto (UAS.OPEN.020(3)). La seconda, l'osservatore, non estende la portata del volo: aiuta a mantenere il VLOS, non lo sostituisce.
Il tranello. Il montaggio che torna ogni anno: la staffetta di osservatori disposti lungo un percorso. Non rende legale un volo fuori dalla distanza di visibilità (l'osservatore è definito come posto A FIANCO del pilota remoto, e il GM1 UAS.OPEN.060(4) gli nega ogni ausilio visivo) tranne nella situazione di emergenza che quello stesso GM riserva, quella del binocolo che aiuta a far atterrare l'aeromobile lontano dal pilota. Se non vedete più l'aeromobile, il volo è finito.
Questa scheda è accompagnata da uno schema: lo trovi nell'app We Drone.
Fonte
Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947 (CELEX 02019R0947, consolidato al 01/05/2025), art. 2, punti 7) e 24), art. 4, paragrafo 1, lettera d), e allegato parte A, punti UAS.OPEN.020(3), UAS.OPEN.060(2)(b) e UAS.OPEN.060(4); AMC1 UAS.OPEN.060(2)(b) e GM1 UAS.OPEN.060(4) (ED Decision 2019/021/R)