Le zone geografiche UAS
Il regolamento è comune a tutta l'Unione, ma ciò che avete il diritto di fare dipende dal suolo che sorvolate. Questo paradosso si spiega con un meccanismo: la zona geografica UAS, definita da ciascuno Stato sul proprio territorio.
Da ricordare
- L'articolo 2, punto 4), definisce la zona geografica UAS come una porzione di spazio aereo che agevola, limita o esclude le operazioni UAS. Il primo verbo è quello che si dimentica: una zona non è necessariamente un divieto.
- I motivi vanno ben oltre la sicurezza aerea: l'articolo 15, par. 1, ne indica quattro: la sicurezza, la security, la tutela della riservatezza e l'ambiente, il testo italiano riunendo le prime due nella formula «sicurezza, anche in termini di security». La protezione dei dati personali, invece, figura un po' più in alto, nella definizione dell'articolo 2, punto 4).
- Lo Stato può vietare alcune o tutte le operazioni UAS, richiedere condizioni particolari, oppure richiedere un'autorizzazione di volo preventiva (art. 15, par. 1, lettera a)). Una zona che non appare in rosso su una mappa può benissimo essere una zona a condizioni.
- Può anche consentire l'accesso solo a determinate classi di UAS (lettera c)), o solo agli aeromobili dotati di determinate caratteristiche tecniche, come i sistemi di identificazione a distanza o di geo-consapevolezza (lettera d)). È lì che l'etichetta di identificazione della classe assume valore operativo.
- L'articolo 15, par. 2, gioca nel senso opposto: sulla base di una valutazione dei rischi effettuata dall'autorità competente, uno Stato può designare zone geografiche nelle quali le operazioni UAS sono esenti da uno o più requisiti della categoria «aperta».
- Due attori, due verbi: lo Stato membro DEFINISCE le zone (art. 15), l'autorità competente METTE A DISPOSIZIONE l'informazione, in un formato digitale unico e comune (art. 18, lettera f)). È questo formato a rendere possibili le mappe consultabili online.
- La geo-consapevolezza di bordo non è la zona: l'articolo 2, punto 15), ne fa una funzione che rileva potenziali violazioni delle limitazioni dello spazio aereo e INVIA UN SEGNALE DI ALLARME al pilota remoto. Informa, non blocca, e vale quanto valgono i dati caricati dall'operatore UAS (UAS.OPEN.050(5)).
Il tranello. Il ragionamento binario «autorizzato o vietato» fa mancare le due estremità del dispositivo. Volare in una zona a condizioni senza rispettarle è una violazione al pari di un'intrusione in zona vietata; e rifiutare per principio una zona esente significa perdere un diritto che lo Stato ha esplicitamente aperto.
Questa scheda è accompagnata da uno schema: lo trovi nell'app We Drone.
Fonte
Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947 (CELEX 02019R0947, consolidato al 01/05/2025), art. 2, punti 4) e 15), art. 15, paragrafo 1 e paragrafo 2, art. 18, lettera f), e allegato parte A, punti UAS.OPEN.050(5) e UAS.OPEN.060(2)(c); AMC1 UAS.OPEN.050(4)(c) (ED Decision 2019/021/R)